Foto: Martegani
Foto: Martegani

“Una corsa verso la privatizzazione”: così la Cgil ha definito l’attuale gestione della macchina sanitaria regionale da parte dell’amministrazione regionale di centro destra in Friuli Venezia Giulia.

Foto: Martegani
Foto: Martegani

Il sindacato, accanto al Coordinamento della salute in difesa della sanità pubblica e organizzazioni di pazienti e dipendenti del settore sanitario pubblico, è sceso in piazza a Trieste, per dare vita a una manifestazione molto partecipata. Più di tremila persone hanno attraversato il centro cittadino, da Barriera a Piazza Oberdan dove sorge la sede del Consiglio Regionale, chiedendo il rispetto del diritto alla salute, e maggiori risorse per garantire a tutti una sanità efficiente e gratuita.
Presenti, accanto alle organizzazioni sindacali e dei pazienti, anche molti esponenti del centro sinistra e delle opposizioni, consiglieri comunali e regionali.

Foto: Martegani
Foto: Martegani

Fra i punti maggiormente messi in luce, le crescenti difficoltà del sistema sanitario pubblico e la tendenza dell’amministrazione regionale di centro destra a delegare sempre più funzioni alla sanità privata, creando un sistema che rende difficili, e di fatto nega le cure ai meno abbienti. Temi, è stato aggiunto, su cui l’amministrazione regionale non accetta nemmeno il confronto.
“Fedriga e Riccardi - ha detto la segretaria regionale del Pd Caterina Conti - si assumano le loro responsabilità, sentano il forte messaggio che mandano le migliaia di persone venute a Trieste, ascoltino le proposte del Partito democratico. Prima che sia troppo tardi – ha aggiunto - bisogna che la Regione cambi rotta, come chiede anche il ministro Schillaci”.

Foto: Martegani
Foto: Martegani

“La sanità pubblica – hanno aggiunto i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino – deve mantenere competenze e capacità di erogare servizi a persone e comunità. L’accelerazione impressa dalla Giunta Fedriga sulla privatizzazione è profondamente sbagliata, e non è accettabile che venga presentata come l’unica soluzione possibile per tenere aperti alcuni servizi”.

Alessandro Martegani