Foto: Radio Capodistria/Fifaco
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Il campione paralimpico di tennistavolo di Parigi 2024, il treistino Matteo Parenzan, ha parlato delle difficoltà che ha dovuto affrontare nella sua vita, molte delle quali superate anche grazie alla pratica sportiva. Parenzan ha inoltre sottolineato l'importanza di crearsi un futuro attraverso l'istruzione, visto che la carriera sportiva non può essere molto lunga.

Foto: Radio Capodistria/Fifaco
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Grande emozione tra i giovani studenti quando hanno potuto passarsi di mano in mano la medaglia d'oro di Parigi.

Il giovane campione spiega quanto è importante dare il meglio di sè stessi non solo nelle competizioni, ma quotidianamente, negli allenamenti:

"L'obiettivo è arrivare ogni giorno in palestra, allenarsi bene, cercare di essere soddisfatti e uscire dalla palestra, perché so perfettamente che allenandomi bene posso arrivare competitivo a ogni torneo. Senza forza di volontà, che avevo fin da piccolino, non sarei mai arrivato neanche alla metà di quello che ho fatto fino adesso, ma non solo a livello sportivo, perché alla fine non possiamo parlare solamente di quante medaglie ho vinto, di quante medaglie non ho vinto o di quante ne ho mancate, di quante ne potevo vincere, ma possiamo parlare anche dell'ambito sociale, come ad esempio oggi essere qui a scuola a Capodistria a testimoniare davanti a circa una cinquantina di ragazzini e ragazzine e di dimostrare a loro cosa serve per riuscire ad arrivare ad alti livelli. Poi sicuramente qualcuno avrà appreso quelle cose di cui abbiamo parlato oggi, un'oretta, davvero interessante. Io stesso ho imparato molto dai miei idoli sportivi, ad esempio, per me LeBron James, nel mondo del basket, lo sport che avrei voluto praticare è sicuramente qualcosa di davvero spronante, vedere cosa è riuscito a fare nella sua carriera, cosa sta facendo ancora a quarant'anni. Ma anche ma anche Željko Obradović, che per me è uno degli idoli, uno che, come si dice da queste parti, è un "Majstor" del basket. Per me è qualcosa di stupendo riuscire ad avere quella mentalità che ha anche lui. Quindi ogni giorno ci si cerca di allenare nel miglior modo possibile, ma il giorno dopo bisogna dimenticare il giorno di allenamento e allenarsi ancora meglio del giorno prima, quindi spingersi sempre verso il limite per cercare di portare al massimo quello che si può fare".

Foto: Radio Capodistria/Fifaco
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Tra i tanti valori che hai voluto trasmettere oggi ai ragazzi che ti hanno ascoltato, forse il valore più importante, a livello sportivo, è quello del rispetto per l'avversario.

"Assolutamente. Il rispetto è un qualcosa di davvero primario. Riconoscere anche le qualità degli avversari, perché sicuramente tutti vogliono vincere e nessuno vuole perdere, ma alla fine uno deve perdere per forza. Quindi riconoscere le qualità degli avversari, riconoscere che magari qualche volta hanno giocato meglio di noi, hanno preparato meglio la partita di noi, in quel momento stanno meglio anche fisicamente di noi e riuscire ad accettare le sconfitte e quindi poter tornare a casa e lavorare ancora di più perché sappiamo che quei sentimenti di sconfitta ci danno fastidio e quindi lavorare il doppio per riuscire a non perdere più".

Davide Fifaco

Foto: Radio Capodistria/Fifaco
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