Foto: La voce del popolo/Roni Brmalj
Foto: La voce del popolo/Roni Brmalj

La normativa potrebbe portare a ripercussioni sia ai discendenti degli esuli che a quelli dei rimasti. Attualmente l'Unione degli Italiani si sta muovendo per capire cosa comporterà questa nuova legge e quanto prima cercherà di dare delle risposte, come ha spiegato lo stesso Presidente dell'Unione Italiana, Maurizio Tremul:

"Prima cosa dobbiamo comprendere quali conseguenze potrebbero avere queste nuove norme che vengono varate pensando a realtà molto diverse dalla nostra. Questa è un'altra realtà, particolare e specifica, quindi bisogna verificar se queste nuove norme incideranno sulla "legge speciale" che riguarda la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e in Croazia, varate nei primi anni del '90, poi nel 2006. Io spero di no, però non posso dare affermazioni risolutive, perché dobbiamo fare queste verifiche. Siamo già in contatto con le rappresentanze diplomatico-consolari ed anche con un esponente del Governo in Italia, per i primi accertamenti. Abbiamo già avuto dei coordinamenti, all'interno dell'Unione italiana, su come procedere. Chiederemo con un'informativa al governo italiano, ovvero al ministero degli Affari Esteri, sull'applicabilità o meno di queste norme sulla Comunità Nazionale Italiana. Se dovesse, poi, essere necessario, opereremo sia a livello di governo, sia di rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Croazia e Slovenia, sia a livello di contatti diretti con i partiti, sia di governo sia di opposizione, affinché nel varo di questa legge si mantenga la specificità prevista anni fa, dopo un lungo percorso, che ricordiamo, ci ha impegnato per anni, anche con petizioni, ampie raccolte di firme che consentiva il riacquisto della cittadinanza italiana in quelli che sono i cittadini rimasti nei territori ceduti e nei territori passati alla Jugoslavia dopo gli accordi di Osimo, in forza, appunto, di una specificità che è la nostra realtà. Questi i passi; quindi, io per ora non andrei a drammatizzare la situazione. La stiamo seguendo tutti insieme, uniti e spero che si risolva nel miglior modo possibile. Questo è l'impegno dell'Unione italiana e di tutti noi".

Davide Fifaco