
A partire, prevedibilmente dall'estate 2026, in concomitanza con i lavori ai cantieri di Sermino e Bertocchi il tratto autostradale dal valico di confine di Scoffie a Capodistria sarà esente da vignetta. Una misura che resterà in vigore per la durata dei lavori. Ministero della infrastrutture e DARS hanno acconsentito alla richiesta, che rappresenta un importante passo in avanti, anche se ha detto il sindaco di Capodistria Aleš Bržan Lubiana resta irremovibile sull'ipotesi di togliere del tutto il bollino. Si prenderanno comunque il tempo, per la durata dei lavori, di verificare sul campo quanto il bollino incide sul traffico e quanto una sua rimozione andrebbe a gravare sulle casse della Società per le strade e autostrade slovene, ha aggiunto il primo cittadino.

La ministra per le infrastrutture Alenka Bratušek è tornata a ribadire che nel Trattato di Osimo non c'è scritto che è vietato introdurre pedaggi, che le strade devo essere gratuite, e che se si fa un paragone il costo del pedaggio in Italia è molto superiore al prezzo della vignetta slovena. La ministra accompagnata dal sindaco Bržan e dal presidente del consiglio di amministrazione della DARS Ribič ha visitato il cantiere del nuovo svincolo autostradale di Sermino, l'allacciamento a doppia corsia di 1,4 chilometri che garantirà ai camion l'accesso diretto allo scalo capodistriano sgravando il traffico cittadino dal passaggio dei pezzi pesanti. I lavori infrastrutturali hanno subito quattro mesi di ritardo a causa dell'interramento della linea elettrica da 110 kW, che alimenterà il Porto di Capodistria e la nuova stazione di trasformazione, ma rispetteremo i tempi di consegna ha garantito il Ribič, ovvero la fine del 2026.

La regione ha ricordato la ministra è interessata da un altro progetto infrastrutturale, il più grande in Slovenia, il raddoppio della tratta ferroviaria Capodistria Divaccia, che sta procedendo secondo i piani. Davanti al cantiere dello svincolo di Sermino si è radunato un piccolo gruppo di residenti della zona e proprietari terrieri in segno di protesta, preoccupati per il destino dei loro appezzamenti e soprattutto per il divieto di circolazione imposto a causa del cantiere. La strada che porta agli abitati taglia quella del cantiere ed è percorribile solo per le macchine. La ministra che si è fermata a dialogare con i residenti ha detto di comprendere le loro richieste, che la sicurezza è al primo posto e che si cercheranno soluzioni alternative per agevolare il passaggio degli abitanti. (ld)

