Il Registro centrale della popolazione, nel quale confluiranno tutte le informazioni sul singolo cittadino, prevede piena attuazione dall’estate del 2026. Da quel momento sarà questo archivio a fornire i dati sulla struttura demografica del paese e non più l’ultimo censimento della popolazione. I dati del rilevamento del 2021 relativi all’appartenenza etnica, linguistica e religiosa continueranno invece a costituire la base per l’attuazione dei diritti delle singole minoranze fino alla fine del 2033, mentre a partire da gennaio 2034 questi dipenderanno dal numero di quanti si dichiareranno appartenenti ad una determinata etnia inviando volontariamente una dichiarazione alla Direzione fiscale del Ministero delle finanze che, ricordiamo, gestirà la banca dati centrale.
Ci si interroga, da una parte, sulle ragioni che hanno indotto il legislatore a tralasciare dal registro i dati etnici emersi dall’ultimo censimento, dati per altro reperibili - seppur discordanti - negli uffici anagrafe dove si dichiara la propria appartenenza nazionale per realizzare ad esempio il diritto di voto particolare. D’altro canto, ci sono molte domande su quella che è stata definita “dichiarazione volontaria”: un’incognita che desta molti interrogativi circa tempistiche e modalità. Così, mentre in quasi tutti gli stati europei la conta nazionale è stata eliminata da anni, in Croazia si teme che il drastico calo degli appartenenti a tutte le minoranze evidenziato dall’ultimo censimento possa accrescere ulteriormente e portare se non alla loro definitiva scomparsa sicuramente ad un’ulteriore considerevole riduzione dei diritti.
Ricordiamo che in base ai dati 2021 diverse minoranze sono state penalizzate. Un esempio su tutti quello della Comunità serba nella Regione Litoraneo montana che, non raggiungendo più il 5% della popolazione, si è vista cancellare due consiglieri dell’assemblea conteale ed il vice zuppano. Per il momento status quo per la Comunità nazionale italiana che almeno in Istria e nelle città bilingui della penisola è tutelata dagli Statuti regionale e municipali, e dove comunque la consistenza numerica - per il momento - supera la soglia prescritta da Zagabria. Vero è, però, che non si dovrebbe dormire sugli allori ed attivarsi subito affinché nel 2034 non ci siano grosse sorprese anche per la CNI.

Bambini a Valle - Foto: Radio Capodistria/Fifaco
Bambini a Valle - Foto: Radio Capodistria/Fifaco