
Nella nuova situazione, creata da Donald Trump, che ha annunciato nuovi dazi per quasi tutti i paesi del mondo, i leader europei hanno sottolineato l'importanza di proteggere i propri interessi. "I dazi americani sono un colpo importante per l'economia globale", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Secondo le sue parole, "ci saranno conseguenze per milioni di consumatori nel mondo". Von der Leyen ha inoltre invitato Washington a trattare e se non verrà trovata una soluzione, l'Ue è pronta a prendere provvedimenti, ha spiegato.
La Germania sostiene l'Unione europea nei suoi sforzi per trovare una "soluzione concordata" con gli Stati Uniti sui nuovi dazi, ha avvertito però che l'Ue è pronta a contrattaccare. Per l'industria automobilistica tedesca, la guerra commerciale creerà solo sconfitti. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha intanto convocato un incontro con i rappresentanti delle imprese che saranno maggiormente interessate dalle misure statunitensi. La premier italiana, Giorgia Meloni, ha annullato gli impegni di oggi per concentrarsi sulle azioni da intraprendere.
L'Australia ritiene che quella di Donald Trump sia una misura illogica, mentre Pechino avverte che non ci sono vincitori nelle guerre commerciali.
Reazioni negative giungono anche dagli alleati degli Usa, tra cui Giappone e Corea del Sud.
Il premier canadese, Mark Carney, ha detto che le guerre commerciali di Trump influiranno negativamente anche sull'economia americana e colpiranno milioni di canadesi. Anche secondo il Wall Street Journal, la completa trasformazione del sistema commerciale globale avrà conseguenze negative sul commercio globale, sugli Stati Uniti e sugli americani.
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha consigliato intanto ai paesi di non adottare misure di ritorsione, poiché ciò potrebbe portare ad un'escalation.
Ad essere escluse dalla lista di Trump invece Russia, Cuba, Bielorussia e Corea del Nord. Secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, per Mosca non sono stati imposti nuovi dazi perché le sanzioni americane "precludono già qualsiasi scambio commerciale significativo". Tuttavia, ci sono ancora più scambi economici tra Washington e Mosca che con alcuni altri paesi che comunque figurano nella lista dei dazi di Trump.