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Nei primi tre mesi dell'anno, il bilancio dello stato ha registrato un disavanzo di 454 milioni di euro, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, secondo il report del Consiglio fiscale. Escludendo le spese straordinarie per la ricostruzione dopo le alluvioni, il disavanzo è stato di 451 milioni di euro, con un aumento del 65%. Le entrate sono aumentate del 6,1%, arrivando a 3,28 miliardi, mentre le spese sono salite del 10,8%, raggiungendo 3,73 miliardi. Parte dell'aumento delle entrate dipende da fattori temporanei, e alcune voci sono cresciute meno rispetto ai periodi di alta inflazione. L'aumento delle spese è stato soprattutto dovuto a maggiori pagamenti per gli interessi e ad altri costi non pianificati, mentre gli investimenti sono stati molto più bassi del previsto. Le entrate dall'IVA sono aumentate del 7,1%, arrivando a 1,29 miliardi di euro, mentre quelle dall'imposta sul reddito delle persone fisiche sono calate dello 0,9%. Le entrate dalle imposte sulle società sono aumentate del 26,4%, grazie a un'aliquota temporaneamente più alta per finanziare la ricostruzione. Le entrate dall'Unione Europea sono invece diminuite del 54,5%, a causa del lento utilizzo dei fondi previsti per la coesione. Il maggiore aumento delle spese è stato per gli interessi, che sono saliti a 527 milioni di euro, soprattutto a causa degli interessi su un prestito decennale emesso lo scorso anno. Le spese per gli investimenti sono diminuite del 7,4%, principalmente per la fine di un periodo di finanziamento europeo e per una riduzione degli investimenti nelle ferrovie. Il fondo per la ricostruzione post-alluvioni ha distribuito 34 milioni di euro nei primi tre mesi, di cui 25 milioni per la costruzione di nuovi edifici. Infine, il Consiglio fiscale ha evidenziato che il disavanzo del settore pubblico è diminuito significativamente lo scorso anno, arrivando allo 0,9% del PIL, inferiore di 1,7 punti rispetto all'anno precedente e di due punti rispetto alle previsioni governative.


Corrado Cimador