Foto: BoBo
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A poco più di tre mesi dall’approvazione, la legge sulle integrazioni pensionistiche per meriti eccezionali in ambito artistico diventa oggetto del contendere fra maggioranza e opposizione. Dopo l’approvazione senza voti contrari in commissione parlamentare competente, il referendum passa allo stesso modo anche in Camera di Stato, dove nessuno dei deputati presenti ha votato contro la data dell’11 maggio, già cerchiata in rosso nell’agenda politica. L’SDS è convinto di poter dare una spallata decisiva al governo, declinando il tema secondo la logica dei privilegi per pochi eletti del campo progressista. Così facendo, è la tesi dei Democratici, viene emarginata la maggioranza dei pensionati, la cui rabbia è canalizzata da un anno e mezzo con manifestazioni di piazza da Pavel Rupar. La contiguità con il partito di Janez Janša è emersa nell'ultima manifestazione, quando l'ex premier ha chiamato tutti alle urne. Sulla formulazione del quesito referendario è passata la linea dell'SDS, che chiede l'abolizione della nuova legge, mentre secondo la ministra della Cultura, Asta Vrečko, sarebbe più corretto chiedere ai cittadini se sono d'accordo sul fatto che la pensione straordinaria continui a essere assegnata secondo una norma del 1974. Nel suo intervento in Camera di Stato Vrečko ha parlato di “referendum contro gli artisti, la cultura e la Slovenia", invitando a boicottare il voto. Al netto delle accuse reciproche di populismo e di manipolazione fra maggioranza e opposizione, la situazione dei pensionati non cambierà con il referendum, perché in caso di abrogazione si tornerebbe alla legge in vigore prima del 30 gennaio. Secondo stime non ancora definitive, affinché la legge venga abrogata dovranno votare contro all’incirca 340.000 elettori.

Valerio Fabbri